|

|
 |
Sezione news: ultime news |
 |
Sezione: Fondi, data: 14/03/2010 |
|
Bilanci delle scuole sempre più in rosso
|
Scoppia la protesta dei rotoli di carta igienica. E sulle modalità di gestione degli impegni di spesa non sarà facile ottemperare alle disposizioni del Ministero.
|
Tanto che l'Usr del Piemonte ha già autorizzato le scuole a seguire una procedura "semplificata". Hanno avuto scarsi risultati le rassicurazioni e i chiarimenti forniti dal Ministero dell’Istruzione in materia di Programma annuale: in molte città continua infatti la protesta dei consigli di istituto per la grave situazione finanziaria in cui versano le scuole, costrette con sempre maggiore frequenza a fare ricorso a contributi più o meno volontari delle famiglie. In alcune province dirigenti scolastici e presidenti dei consigli di istituto si stanno rivolgendo anche ai prefetti con la richiesta di segnalare al Governo il rischio che fra qualche mese le scuole non siano più in grado di garantire i servizi essenziali. In molte città i comitati dei genitori stanno promuovendo una singolare protesta con rotoli di carta igienica spediti alla sede del Miur, appesi ai balconi o portati a pacchi nei cortei e nelle manifestazioni. Che la situazione finanziaria delle scuole sia ormai giunta ad un punto di non ritorno è insomma fuori dubbio, ma il Ministero dell’Economia non sembra intenzionato ad aprire i cordoni della borsa. La motivazione addotta dai tecnici di via XX Settembre è apparentemente sensata: è vero che le scuole vantano molti crediti dallo Stato, ma le stesse scuole hanno avanzi di amministrazione non del tutto disprezzabili e quindi prima di pretendere altri soldi dallo Stato dovrebbero utilizzare le “giacenze” disponibili. In realtà il ragionamento è solo apparentemente corretto, in quanto quasi sempre gli avanzi di amministrazione derivano da fondi di provenienza non statale (famiglie, Enti locali, e così via) che, ovviamente, non possono essere spesi per le supplenze o per altre spese di natura obbligatoria. Ci sono poi alcuni periodi dell’anno in cui le scuole dispongono di una certa liquidità così da far ritenere che non ci siano sofferenze di cassa; ma anche questa è solo una illusione: per esempio in questo momento nei conti delle scuole sono disponibili i fondi per il pagamento dei compensi accessori che però, in genere, viene effettuato solo a fine anno scolastico. Insomma: i soldi sono in cassa ma devono essere accantonati per poterli avere a disposizione al momento dei pagamenti. Per evitare queste “illusioni” il Ministero, con la nota del 22 febbraio, ha chiarito che la scuola ha l’obbligo di impegnare le somme necessarie ai pagamenti del personale con la massima celerità possibile; e quindi, appena sottoscritto il contratto d’istituto, è necessario impegnare i fondi; così come si stabilisce che giornalmente, per ogni supplenza conferita, è necessario riportare l’impegno di spesa sul programma di gestione contabile. Abbiamo già avuto modo di osservare che questa disposizione, tecnicamente legittima, risulta però molto onerosa per le scuole soprattutto per i circoli didattici che sottoscrivono contratti di supplenza anche solo per uno o due giorni. E che le nostre perplessità siano del tutto ragionevoli lo dimostra anche una recentissima circolare dell’Ufficio scolastico regionale nella quale si afferma esplicitamente: “Al fine di snellire le procedure, specialmente per i gradi di istruzione dove è prevista la nomina di personale supplente anche su assenze di un giorno, l’impegno di spesa potrà essere effettuato anche con cadenza mensile prima dell’invio dei “flussi finanziari” tramite il portale SIDI”.
|
www.tecnicadellascuola.it
|
Stampa news ...  |
 |
Sezione: Contratti di lavoro, data: 14/03/2010 |
|
Contratto presidi sempre in alto mare, i sindacati perdono la pazienza
|
Salta l’incontro del 4 marzo perché dalle Direzioni regionali non sono giunti i dati sui contratti integrativi regionali
|
propedeutici al rinnovo dopo 50 mesi. Flc-Cgil, Anp e Snals inviano segnali chiari: se tra una settimana le cose non cambiano si andrà allo sciopero. Sembra non voler giungere al capolinea la tormentata vicenda del rinnovo del contratto dei dirigenti scolastici, scaduto da oltre 50 mesi: l’incontro del 4 marzo a viale Trastevere, programmato con i sindacati per fare il punto sulle risorse extracontrattuali da annettere ai dirigenti, si è di fatto non compiuto poiché dalle Direzioni regionali non sono arrivati i dati analitici relativi ai contratti integrativi regionali da cui ricavare le retribuzioni di posizione di parte variabile e di risultato dei capi d’istituto. L’ennesimo rinvio, dopo le promesse dei dirigenti del Miur, ha fatto infuriare i sindacati: “è dal mese di maggio 2009 – ha fatto sapere la Flc-Cgil - che il Miur si è assunto l’impegno di effettuare una seria ricognizione e di risolvere il problema dell’incapienza dei fondi regionali trovando apposite risorse extracontrattuali , come ha fatto per l’Afam”. Stavolta i sindacati, che vantano non pochi iscritti tra le fila dei dirigenti scolastici, sembrano aver perso la pazienza. Ed hanno lanciato una sorta di ultimatum, la cui scadenza è rappresentata dal doppio incontro, tra una settimana, con i rappresentanti dell’amministrazione: la mattina all’Aran e il pomeriggio al Miur. Se anche in quella circostanza “non dovessero emergere nuovi positivi elementi che consentano di sbloccare la situazione di stallo nel rinnovo del CCNL 2006-2009 – scrivono da via Leopoldo Serra -, allo stato di agitazione già proclamato unitariamente da tutti i Sindacati rappresentativi dell’Area V seguiranno forme di lotta concrete ed incisive che dovranno vedere tutti i Dirigenti Scolastici in campo per difendere il loro diritto al contratto”. Anche l’Associazione nazionale preside considera quanto avvenuto “particolarmente grave e poco rispettoso nei confronti di una categoria che attende riconoscimento ed equità”. L’Anp non va per il sottile: parla di “atteggiamento dilatorio del Miur”, che “va adeguatamente stigmatizzato”, e ricorda anche che “agli Usr le informazioni sono state richieste infinite volte e non si può pensare di giocare continuamente al rinvio per acquisire un ulteriore dato se questo serve unicamente ad evitare il momento della decisione”. Il sindacato guidato da Giorgio Rembado fa riferimento esplicito allo sciopero: se l’11 marzo il sindacato delle “alte professionalità della scuola” dovesse “verificare che mancano le condizioni di fondo per una positiva ripresa del negoziato, non resterà spazio per ulteriori rinvii” e si attiverà facendo “richiesta immediata di attivazione della procedura del tentativo obbligatorio di raffreddamento, quale passaggio propedeutico dallo stato di agitazione alla promozione di iniziative di lotta”. Gli fa eco lo Snals-Confsal, che rammenta l’indispensabilità di definire la capienza dei fondi regionali, con finanziamenti ad hoc, qualora si voglia procedere al più presto alla fase conclusiva del rinnovo contrattuale: il leader del primo sindacato autonomo della scuola, Marco Paolo Nigi, si sofferma sul fatto che qualora nel "prossimo incontro non si sbloccherà questa situazione di stallo saremo costretti ad assumere forti iniziative". L’eventualità che si arrivo allo sciopero è molto probabile: le organizzazioni che difendono i capi d’istituto puntano all’equiparazione del loro stipendio a quello degli dirigenti pubblici. Come già fatto rilevare da questa testata, il gap però è notevole (in media circa 25.000 euro l’anno), che moltiplicato per oltre 10.000 dirigenti fanno ammontare la spesa a 250 milioni di euro: un po’ troppo per il ministero dell’Economia. Soprattutto perché sinora sulla bilancia della trattativa non è stato messo nulla.
|
www.tecnicadellascuola.it
|
Stampa news ...  |
 |
Sezione: Formazione, data: 14/03/2010 |
|
Formazione in ingresso personale docente ed educativo
|
Con la nota prot. n. 2364, il Miur conferma il modello di e-learning integrato, con una parte di formazione “a distanza” e l’altra “in presenza”, per almeno 40 ore complessive.
|
Il 23 marzo l’avvio delle attività formative. In data 2 marzo 2010, il Miur - Direzione generale per il personale scolastico, Uff. VI - ha emanato la nota prot. n. 2364 che conferma con qualche lieve modifica la struttura della formazione in ingresso obbligatoria per i neoimmessi in ruolo, secondo le indicazioni della nota ministeriale prot. n. 2360 dello scorso anno e richiamandosi ai contenuti della nota prot. n. 2699 del 2008, che dava chiarimenti sul superamento del periodo di prova e prevedeva, tra l’altro, per le lavoratrici madri, pur in assenza di regolare prestazione del servizio, la facoltà di poter svolgere le attività di formazione. La nota dello scorso 2 marzo, definita con le organizzazioni sindacali, prevede l’attività formativa per il personale docente ed educativo, neoimmesso in ruolo nel corrente anno scolastico, o che, pur immesso in ruolo in anni scolastici precedenti, non abbia assolto il periodo di formazione in ingresso. Le attività di formazione, che inizieranno il 23 marzo, avranno una durata complessiva di ore comprese tra 40 e 50 (20-25 ore a distanza e 20-25 ore in presenza, con incontri organizzati dagli Usr utilizzando le risorse oggetto della contrattazione integrativa regionale). Nell’ambito delle offerte formative messe a disposizione nella piattaforma Ansas, i docenti, d’intesa con i tutor dei corsi, potranno scegliere di impostare il percorso di formazione in modo personalizzato, “per stabilire opportune connessioni tra i percorsi esistenti in piattaforma e le proprie esperienze e competenze e i propri bisogni formativi specifici”. Nell’allegato 2 alla nota prot. 2364 vengono descritte le procedure di iscrizione per i docenti neoassunti, che dovranno essere curate dalle istituzioni scolastiche sedi di servizio.
|
www.tecnicadellascuola.it
|
Stampa news ...  |
 |
Sezione: Internet, data: 14/03/2010 |
|
Mobilitá, Gilda: caos per la procedura on line, sistema in tilt
|
Il coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio, denuncia il caos provocato dalla nuova modalità di inoltro delle istanze di trasferimenti e passaggi degli insegnanti della scuola
|
primaria e secondaria di primo grado. La Gilda degli insegnanti fa notare che “la procedura on line imposta dal Ministero dell’istruzione come unico metodo per presentare le domande di mobilità dei docenti della scuola primaria e secondaria di primo grado si sta rivelando un gran pasticcio”. Rino Di Meglio, coordinatore nazionale del sindacato è esplicito: “si tratta di una procedura farraginosa che complica, invece di semplificare, gli adempimenti burocratici che gravano sugli insegnanti: per compilare i moduli on line, si impiega mediamente un’ora e mezza, se la sessione di lavoro scade, bisogna ricominciare tutto da capo e da un paio di giorni la piattaforma informatica è bloccata”. Partendo dal dato che sono numerose le proteste che giungono alle sedi provinciali della Gilda, Di Meglio sottolinea che “i docenti sono infuriati; e poi si tratta di un sistema discriminatorio, visto che non tutti gli insegnanti possiedono un pc”. “Ecco perché - conclude il sindacalista - chiediamo al Ministero di semplificare la procedura, prevedendo quella on line come opzionale rispetto al metodo tradizionale, o almeno di mettere a disposizione i mezzi informatici e il personale delle scuole per effettuare questa operazione”.
|
www.tecnicadellascuola.it
|
Stampa news ...  |
 |
Sezione: Scuola, data: 14/03/2010 |
|
Primo quadrimestre, è boom di insufficienze.
|
Il Miur punta l’indice sull’aumento dei 5 in condotta: oltre 11.000 in più rispetto al 2009. I più indisciplinati al sud, in terza media e al primo superiore.
|
I più indisciplinati al sud, in terza media e al primo superiore. I voti più scarsi in matematica e lingua straniera. Al Ministro non dispiace: ci allontaniamo dal 6 politico. Ma il Pd ribatte: questi dati non ci risultano, venga in commissione a spiegarli. Critici gli studenti: le scuole non organizzano corsi di recupero. Non è proprio un bel “quadretto” quello che si prospetta per i nostri studenti: nell’ultimo giorno di febbraio, di domenica, il ministero dell’Istruzione ha reso noti i numeri altisonanti delle insufficienze in pagella fatti registrare al termine del primo quadrimestre nell’80% dei corsi di scuola media inferiore e superiore. Ebbene, 63.525 studenti complessivi non avrebbero raggiunto la sufficienza nel comportamento (quindi per gravi e reiterati motivi), a fronte dei 52.344 dello scorso anno. Alle medie i più indisciplinati sono stati gli alunni del terzo anno e del sud; i più corretti starebbero invece in prima e al nord-est (tra l’altro per 88 studenti è stata l`unica insufficienza). Alle superiori discorso inverso: i ragazzi del primo anno (ben 16.347), che poi sono coloro che hanno lascito la terza media solo pochi mesi prima, sono quasi cinque volte più immaturi, almeno a livello di condotta, dei “colleghi” iscritti al quinto anno (3.844). Poche sorprese sui corsi: il maggior numero di insufficienze in condotta si registra negli istituti professionali (22.052) e nei tecnici (18.822). Seguono il liceo scientifico (2.262), l`istruzione artistica (1.547), l`ex-istituto magistrale (1.289), il liceo classico (471) e il liceo linguistico (47). Anche nelle superiori, le aree geografiche con il maggior numero di insufficienze sono concentrate nel Sud. Al di là dei proclami, appare invece meno vistoso l’incremento delle insufficienze complessive: “nella scuola secondaria di I grado – ammettono tra le righe anche da viale Trastevere - si confermano gli stessi dati dell’anno scolastico 2008/2009. Le discipline dove si concentrano le insufficienze sono soprattutto la matematica, seguita dall’inglese, dalla seconda lingua e dall’italiano”. E pure nella secondaria di II grado i risultati degli scrutini presentano un aumento degli studenti con almeno una insufficienza solo di due punti percentuali (dal 74% al 76%): gli incrementi sono stati registrati soprattutto nei professionali (dall’81,3% dello scorso anno all’82,7% di oggi) e nei tecnici (dal 79,3% all’80,3%). Il maggior numero di insufficienze si registra al terzo anno, dove su cento studenti, circa 77 hanno almeno una materia da recuperare. “Come nella secondaria di I grado – dice il Miur - la matematica resta la capofila nelle discipline che risultano più difficili (60,2% delle insufficienze), seguita da lingue straniere (considerato che si studiano più lingue e che quindi si possono avere più voti negativi) e italiano”. Le insufficienze in matematica sono state il 16,9% del totale (rispetto al 16,3% dello scorso anno scolastico); le insufficienze nelle lingue straniere sono state il 16,1% (15,6% nel 2008/2009); le insufficienze in italiano sono state il 12% (11,5% nel 2008/2009). Anche nelle carenze delle singole materie la capofila è il sud, in particolare le isole, dove l’82% degli studenti ha fatto registrare almeno un’insufficienza, a fronte di 68 nel nord-est. "Non fa mai piacere – ha spiegato il ministro Gelmini - quando ad un ragazzo viene assegnata un'insufficienza. Spero che possa essere recuperata nel secondo quadrimestre. Ma una scuola che promuove tutti non è una scuola che fa l'interesse dei ragazzi. La nostra scuola è lontana da quella del 6 politico". Ma I dati non sono stati presi bene dall’opposizione, che li reputa amplificati. Il Pd, che parla di “fantasmi sessantottini”, ha chiesto la convocazione di Gelmini in commissione Cultura alla Camera. "La ministra – ha detto la capogruppo, Manuela Ghizzoni - venga immediatamente a riferire, fornendo i dati delle insufficienze per materie in numeri assoluti e in percentuali con quelli dello scorso anno, così da poterli comparare. Dalle informazioni in nostro possesso - continua - non si prefigura affatto per la scuola media un incremento delle insufficienze: perché celare questo dato positivo? Forse perché non rinforza l'immagine della Gelmini come vessillo del rigore nell'istruzione?” E i diretti interessati, gli allievi, non sono da meno: secondo il leader della Rete degli studenti, Gelmini "con il solito tono da amministratrice delegata snocciola i dati degli scrutini del primo quadrimestre come se stesse parlando di un bilancio aziendale, arrivando a dichiararsi soddisfatta per la presenza di così tante insufficienze. Il ministro rispolvera la vecchia equazione seconda la quale il numero dei bocciati e rimandati indica uno stato di salute delle scuola, perché sarebbe indicativo di serietà e rigore". Ma per De Zolt quella espressa dal responsabile del dicastero di viale Trastevere è "un’affermazione retorica e fondamentalmente sbagliata: un’insufficienza segnala un fallimento del sistema formativo, di cui il ministro dovrebbe sentirsi responsabile in prima persona". Agli studenti non è sfuggito che il numero di insufficienze, in particolare nelle materie scientifiche, sia rimasto decisamente alto, anche se in maniera disomogenea rispetto agli indirizzi e soprattutto tra le diverse aree del Paese: "è la dimostrazione ulteriore – sostiene il rappresentante degli allievi delle scuole superiori - che serve una riforma vera della scuola secondaria, basata sulla necessità di dare a tutti alte opportunità formative, investendo soprattutto nel mezzogiorno". L’associazione si mette quindi nei panni dei migliaia di studenti che hanno ricevuto votazioni negative: gli istituti, infatti, anche a causa della carenza di fondi ministeriali non sono sempre in grado di organizzare corsi di recupero pomeridiani. "Mentre il ministro tenta di recuperare credibilità sbandierando (ancora) i provvedimenti sulla condotta, ci chiediamo chi dovrebbe stare al fianco di tutte le studentesse e gli studenti che hanno preso una o più insufficienze visto che le scuole non sono in grado – conclude De Zolt - di mettere in campo serie iniziative di recupero per la mancanza di soldi".
|
www.tecnicadellascuola.it
|
Stampa news ...  |
 |
Sezione: Scioperi, data: 14/03/2010 |
|
Sciopero del 12 marzo, tanti studenti ma adesioni ferme al 12%
|
I 300.000 giovani manifestanti non considerati dagli esponenti del Governo, per i quali la mobilitazione è un “flop” realizzato per la prima volta alla vigilia di un'elezione.
|
Critiche anche dalla Cisl. Per Cgil e Cobas hanno però scioperato molti più lavoratori, con punte del 50%, e la mobilitazione è riuscita. Se gli effetti di uno sciopero generale si misurassero attraverso il numero dei partecipanti e le reazioni del Governo si potrebbe dire che la mobilitazione del 12 marzo, indetta dalla Cgil, oltre che dai Cobas, dall'Unicobas, dal Cub Scuola, dall'Usi-Ait e dall'Anief, ha poche possibilità di cambiare il destino della scuola. Secondo il dipartimento della Funzione pubblica ha infatti aderito solo il 10,55% dei lavoratori del pubblico impiego; è andata leggermente meglio al comparto Scuola (91.827 dipendenti su 824.486) che però non è andato oltre uno poco incoraggiante 12,06%. Dati, in linea con le ultime proteste della Cgil, che al termine della giornata davano la possibilità al responsabile del dicastero dalla Funzione pubblica, Renato Brunetta, di paragonare il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, a "Tafazzi", affermando che la protesta della Cgil è stata "un flop". Ed anche il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, non è andato per il sottile sostenendo che "lo sciopero si è svolto per la prima volta alla vigilia di un'elezione, a conferma della sua motivazione squisitamente politica e collaterale ai partiti di opposizione. La linea 'politicista' – ha concluso Sacconi - spiega la bassa adesione e incoraggia il peggiore antagonismo". La mobilitazione nazionale ha però contenuto anche diversi motivi di interesse. Prima di tutto perché nelle tante piazze riempite, oltre 100, c’erano diverse decine di migliaia di studenti. Ed anche dei raggruppamenti abbastanza consistenti di genitori, molti dei quali con in mano il loro nuovo simbolo della protesta, la carta igienica. Categoria che “sfuggono” alla verifica dello sciopero, ma di cui le istituzioni devono per diversi motivi tenere conto. In secondo luogo perché non si poteva di certo chiedere ai sindacati, peraltro che non hanno nemmeno firmato il contratto, di far tornare Governo e Miur sui loro passi compiuti sul fronte dei tagli e delle riforme. Le contestazioni (numericamente poco incisive, anche se Cgil e Cobas parlano di adesioni ben più alte, con punte del 50%) potrebbero a questo punto avere il loro peso, dando ragione al ministro Sacconi, in occasione dell’imminente rinnovo delle Giunte di 13 Regioni. Una prospettiva che, qualora fosse reale, porrebbe non pochi dubbi sul ruolo del sindacato: che, sino a prova contraria, non dovrebbe spendersi sul fronte politico, ma esclusivamente nei ben più stretti spazi a tutela esclusiva dei lavoratori. E così la pensano, anche, i sindacati firmatari del contratto (non a caso nella mobilitazione del 12 marzo tutti assenti): la Cisl ha addirittura parlato di "fallimento" di una protesta che se posta in questo modo "indebolisce il sindacato". Parole ben diverse si erano spese, invece, in mattinata nelle piazze piene di manifestanti. Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, ricordava, che la protesta è stata resa necessaria da fatti inequivocabili: "moltissime scuole cadono a pezzi e le università pubbliche rischiano la bancarotta". I Cobas hanno riassunto le rivendicazioni in un volantino, distribuito durante la manifestazione a Roma partita da piazza della Repubblica: oltre ai tagli e alle nuove superiori da rigettare, il sindacato di base – che ha sfilato con in testa precari e che sino a domenica prossima manterrà un ‘presidio permanente’ davanti al Miur - ha contestato "il decreto Brunetta, il disegno di legge Aprea, la gerarchizzazione nella scuola e il decreto `ammazza precari', l'illegale `tassa' imposta alle famiglie all'atto delle iscrizioni e l'abbassamento dell'obbligo scolastico a 15 anni, per significativi investimenti". Molto attivi, oltre le aspettative, sono stati, dicevamo, anche gli studenti: per le associazioni studentesche ne sarebbero sfilati addirittura 300mila in tutta Italia. Unione degli studenti, Rete degli studenti, Link coordinamento universitario e Unione degli universitari hanno sfilato, da soli o assieme ai cortei organizzati dal sindacato di Guglielmo Epifani, chiedendo a gran voce al Governo la sospensione dei provvedimenti che penalizzano l’istruzione pubblica ed il diritto allo studio: la maggiore partecipazione studentesca si è sviluppata a Padova, dove hanno manifestato quasi 10mila giovani. Al di là delle aspettative anche il numero di studenti che hanno aderito all’iniziativa a Torino e Milano (5mila). In 2mila a Bologna. Consistente anche la presenza al sud, in particolare in Sicilia, a Trapani, Catania, Caltanissetta, Enna e Palermo. Secondo Giorgio Paterna, coordinatore nazionale dell'Unione degli universitari, "l’alto numero di studenti in piazza rappresenta un risultato davvero importante". Una presenza inaspettata che deriva da "uno stato di crisi generale, non solo scolastica ed universitaria, che abbraccia tutti gli ambiti, da quello culturale alla democrazia". Le associazioni studentesche non si fermeranno qui: hanno in programma un fitto calendario di altre mobilitazioni ed iniziative.
|
www.tecnicadellascuola.it
|
Stampa news ...  |
 |
Sezione: Novità, data: 27/02/2010 |
|
Assegnazioni, collocamenti fuori ruolo e comandi a.s. 2010/2011
|
Sono state pubblicate le circolari per l’a.s. 2010/2011 relative alle assegnazioni di dirigenti scolastici e di docenti
|
per lo svolgimento dei compiti connessi con l’attuazione dell’autonomia scolastica (C.M. n. 12 del 12 febbraio 2010) ed ai collocamenti fuori ruolo e comandi (C.M. n. 13 del 12 febbraio 2010). La prima circolare si riferisce al contingente, fissato in 500 unità, di dirigenti scolastici e di docenti, compreso il personale educativo, forniti di adeguati titoli culturali, scientifici e professionali, dei quali l’amministrazione scolastica centrale e periferica può avvalersi, per i compiti connessi con l’attuazione dell’autonomia scolastica.Il contingente è assegnato all’Amministrazione Centrale – Dipartimento per l’istruzione e agli Uffici Scolastici Regionali rispettivamente in numero di 119 unità e di 381 unità. La durata massima del collocamento fuori ruolo resta fissata in due anni scolastici, salva motivata revoca dell’incarico da parte della stessa amministrazione. L’avviso della procedura di selezione sarà affisso all’albo degli uffici entro il 19 marzo 2010 e le domande del personale interessato, corredate da curriculum personale, dovranno essere inviate all’ufficio centrale o regionale presso il quale si chiede l’assegnazione entro il termine stabilito dallo stesso ufficio e comunque non oltre il 20 aprile 2010. La seconda circolare concerne gli ulteriori due contingenti di dirigenti scolastici e personale docente, compreso il personale educativo, nel limite massimo di 100 unità ciascuno, che possono essere rispettivamente assegnati a: - enti e associazioni che svolgono attività di prevenzione del disagio psico-sociale, assistenza, cura, riabilitazione e reinserimento di tossicodipendenti; - associazioni professionali dei dirigenti scolastici e del personale docente e agli enti cooperativi da esse promossi, nonché agli enti e alle istituzioni che svolgono, per loro finalità istituzionale, impegni nel campo della formazione e della ricerca; - università e altri istituti di istruzione superiore. Le richieste di assegnazione di cui al punto 1) quest’anno non dovranno essere prodotte, in quanto, ai sensi della circolare n. 25 del 2 marzo 2009, le assegnazioni sono state disposte per una durata biennale, con conseguente collocamento fuori ruolo per gli anni scolastici 2009/2010 e 2010/2011. Potranno essere, invece, presentate le domande per le assegnazioni di cui al punto 2) ed il termine è il 22 marzo 2010. Sempre entro la medesima data le associazioni professionali dei dirigenti scolastici e del personale docente ed enti cooperativi da esse promossi, nonché degli enti, istituzioni e amministrazioni che svolgono, per loro finalità istituzionale, impegni nel campo della formazione, potranno richiedere, in sostituzione di assegnazioni di personale, contributi nel limite massimo delle economie di spesa realizzate per effetto della riduzione delle assegnazioni stesse. È, infine, fissato al 30 aprile 2010 il termine per la presentazione delle domande per i comandi presso le università degli studi e altri istituti di istruzione superiore, le associazioni professionali dei dirigenti scolastici e del personale docente ed enti cooperativi da esse promossi, nonché presso enti, istituzioni e amministrazioni che svolgono, per loro finalità istituzionale, impegni nel campo della formazione e in campo culturale e artistico.
|
www.tecnicadellascuola.it/
|
Stampa news ...  |
 |
Sezione: Novità, data: 27/02/2010 |
|
Da marzo i cedolini stipendi esclusivamente on line
|
A partire dal mese di marzo tutto il personale della scuola dovrà registrarsi al portale “StipendiPA”
|
messo a disposizione dal Ministero del tesoro, per accedere al proprio cedolino di stipendio, al Cud e al 730. Il vecchio cedolino cartaceo, quindi, ha fatto il suo tempo e va in soffitta. Il programma realizzato nell’ambito del “Service personale tesoro” (Spt), ha raggiunto il suo epilogo dopo una lunga fase di sperimentazione. E’ solo prevista, comunque, una fase transitoria, nel corso della quale il documento sarà ancora disponibile in forma tradizionale (via mail o cartacea), dopodiché il cedolino sarà reperibile solo ed esclusivamente sul portale. Una volta messo a regime, il sistema permetterà di visionare gli ultimi quindici cedolini e i Cud e i 730 degli ultimi cinque anni. I precedenti documenti, invece, possono essere visionati rivolgendosi all’ufficio territorialmente competente. Inoltre, in fase successiva, l’utente potrà autonomamente operare alcune variazioni e aggiornamenti sui propri dati personali quali la residenza fiscale e il conto bancario.
|
www.tecnicadellascuola.it/
|
Stampa news ...  |
|
 |
 |