|

|
 |
Sezione news: ultime news |
 |
Sezione: Contratti di lavoro, data: 03/07/2010 |
|
Blocco scatti anzianità
|
emendamento pronto. Ma a pagare sono sempre i prof
|
Prevista anche la salvaguardia della validità giuridica del triennio per la progressione di carriera: i soldi verranno prelevati dal 30% dei risparmi derivanti dalla Legge 133/08. Soddisfatti i sindacati. Anche se con questo andare la tanto decantata premialità dei docenti viene rimandata ad oltranza. Sembra finalmente chiara la strada su cui il Governo starebbe lavorando per evitare il blocco degli scatti di anzianità previsto nella manovra finanziaria varata a fine maggio dal Consiglio dei ministri: i costi verrebbero assorbiti dal 30% dei risparmi derivanti dalla Legge 133/08, cui aveva fatto riferimento lo stesso ministro Tremonti creando però interpretazioni diverse per la limitatezza espositiva del suo intervento. L'operazione sarebbe già a buon punto: lo spostamento di risorse ha infatti trovato spazio in alcuni emendamenti predisposti per la Finanziaria 2010. Ed oltre alla copertura degli scatti di anzianità (art. 8 comma 14), si prevede anche l’erogazione di tali risorse finalizzata nei tre anni (art. 9 comma 1) e la salvaguardia della validità giuridica del triennio per la progressione di carriera (art. 9 comma 23). Gli emendamenti hanno subito trovato il favore dei sindacati, che sul blocco degli scatti di anzianità, applicato con particolare severità al personale della scuola, nelle scorse settimane avevano puntato i piedi attuando diverse modalità di protesta (dallo sciopero al blocco degli scrutini a manifestazioni di vario genere). "Gli emendamenti presentati dal relatore – sostiene Massimo Di Menna, segretario Uil Scuola - confermano la copertura finanziaria, in coerenza con gli impegni assunti dal ministro Tremonti, e vanno nella direzione da noi auspicata". Il sindacalista della Uil ha anche indicato quali dovranno essere i prossimi passaggi per definire, in modo equo, la situazione contrattuale del personale: prima di tutto servirà "l’approvazione del decreto con relativo emendamento", poi "la certificazione delle risorse (che per il 2009 si deve chiudere rapidamente)", infine servirà un "incontro tra ministro dell’Istruzione, ministro dell’Economia e sindacati della scuola finalizzato all’emanazione del decreto per l’erogazione delle risorse e per dare certezza alle persone di avere gli scatti di anzianità previsti dal contratto vigente". Per quanto riguarda la destinazione di tali risorse non è previsto alcun livello di contrattazione perché la finalizzazione è per gli scatti di anzianità legati ad un contratto già in vigore. Resta da affrontare la questione degli anni a partire dal 2013, che comunque si dovrà definire contrattualmente, visto che è proprio per via contrattuale che sono definiti gli aumenti per il personale. Resta però un altro dubbio, a nostro parere non di poco conto: ma il 30% dei risparmi previsto dalla Finanziaria del 2008, pari a 2 miliardi e mezzo di euro complessivi a fronte degli oltre 8 miliardi di euro derivanti dal taglio di cattedre, istituti, risorse e quant'altro, non dovevano essere indirizzare per premiare il personale della scuola? Poiché nei giorni scorsi dal Governo è trapelato che quei soldi serviranno anche per compensare i debiti (oltre un miliardo di euro) che i 10.000 istituti scolastici italiani vantano nei confronti del Miur (riferiti a Fis, supplenze, corsi di recupero, ecc.), quanti soldi rimarranno per il tanto decantato merito?
|
www.tecnicadellascuola.it
|
Stampa news ...  |
 |
Sezione: Docenti, data: 03/07/2010 |
|
Gae
|
proroga scioglimento riserve e dichiarazione titolo sostegno
|
Tramite la nota 6274 del 28 giugno 2010, con cui fornisce chiarimenti in relazione a problematiche sorte nella procedura on line per lo scioglimento della riserva e per la dichiarazione del titolo di sostegno, il Miur fissa al 6 luglio il termine per al presentazione delle istanze. In relazione allo scioglimento delle riserve e alla dichiarazione del titolo di sostegno nelle graduatorie ad esaurimento dei docenti, secondo quanto previsto previste dal D.M. n. 39/2010, il Ministero dell’istruzione, con apposita nota dello scorso 28 giugno, ha fornito chiarimenti dopo aver ricevuto segnalazioni di difficoltà nelle procedure via web. Numerosi sono infatti gli aspiranti che non riescono a procedere all’inoltro on line delle istanze riguardanti l’iscrizione a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento e l’iscrizione in coda negli elenchi di sostegno. I problemi più diffusi riguardano: aspiranti che, pur in presenza di iscrizione con riserva trasmessa o confermata nel corso del 2009, non risultano inseriti nella banca dati; aspiranti che risultavano inseriti con riserva negli elenchi di sostegno; aspiranti cui vengono erroneamente già attribuite specializzazioni negli elenchi di sostegno al momento in cui si accingono alla compilazione dell’istanza di iscrizione in coda (elenco aggiuntivo). Al fine di rimuovere le anomalie del sistema e di consentire agli aspiranti che abbiano incontrato problemi di completare l’iter previsto, il termine di presentazione via web delle istanze è prorogato fino alle ore 14.00 del 6 luglio 2010.
|
www.tecnicadellascuola.it
|
Stampa news ...  |
 |
Sezione: Precari, data: 03/07/2010 |
|
Graduatorie precari
|
il Consiglio di Stato riabilita il commissariamento del Miur
|
L’Avvocatura dello Stato non consegna nei tempi dovuti l'atto d'appello ai legali dell'Anief: il Cds non può far altro che annullare la sospensiva. Cancellando di fatto il posizionamento in ‘coda’ dei 5.000 supplenti che hanno fatto ricorso. Possibile lo stravolgimento di diverse migliaia di posizioni. È bastata una notifica presentata in ritardo per riaccendere le speranze degli oltre 5.000 precari collocati in coda alle graduatorie ad esaurimento: l'Avvocatura dello Stato non avrebbe infatti consegnato nei tempi dovuti l'atto d'appello ai legali dell'Anief, promotori del ricorso, riguardante l'annullamento delle ordinanze di sospensiva attraverso cui a novembre il Tar del Lazio aveva imposto a viale Trastevere (altrimenti sarebbe scattato il commissariamento dello stesso Miur) di sciogliere le ‘code’. Non essendo stata convocata la controparte, venendo meno un elemento fondamentale del processo, i giudici del Consiglio di Stato non hanno quindi potuto fare altro, attraverso l'ordinanza n. 207/2010, che applicare il commissariamento del Miur già disposto dai giudici di primo grado. In termini pratici ciò significa che è stato di riabilitato l'inserimento dei precari ricorrenti con il sistema ‘a pettine’ anziché con quello delle ‘code’. Un’operazione che, salvo ulteriori colpi di scena, comporterebbe lo stravolgimento delle attuali graduatorie dove sono collocati all’incirca 300.000 docenti non di ruolo. Tutto ciò (vista la penuria di posti a seguito dei tagli) alla vigilia di una tornata di assunzioni particolarmente sofferta. L'Anief non ha perso tempo: nelle prossime ore invierà una nota al commissario ad acta, al direttore generale del Miur, e a tutti i dirigenti territoriali degli Uffici scolastici regionali per richiedere l'inserimento a pettine dei ricorrenti. Il direttore generale, infatti, con una nota dello scorso febbraio aveva comunicato agli Uffici scolastici regionali l'accoglimento degli appelli del ministero dell'Istruzione. Ora però si torna indietro: tornano a valere le ordinanze di commissariamento del Tar emesse in data 6 novembre 2009. Secondo Marcello Pacifico, presidente del sindacato degli educatori in formazione, "la mancata attuazione di un ordine disposto dell'autorità giudiziaria è passibile di denuncia per omissione di atti di ufficio. Ancora una volta la giustizia dà ragione alla condotta di un sindacato che vuole soltanto il rispetto di quelle regole che ogni giorno vogliamo insegnare ai nostri studenti: il merito, il lavoro, la professionalità. Se il Miur non vuole far pagare ai cittadini due stipendi per un solo posto anche per il prossimo anno scolastico, deve rispettare le ordinanze cautelari del tribunale amministrativo. In caso contrario - ha concluso il leader dell’Anief - i suoi dirigenti devono rispondere del cattivo andamento e della cattiva gestione della pubblica amministrazione".
|
www.tecnicadellascuola.it
|
Stampa news ...  |
 |
Sezione: Precari, data: 03/07/2010 |
|
Graduatorie sempre ‘gonfie’
|
in 247.000 in attesa del ruolo da prof
|
Il dato diffuso dal Miur attraverso l'"Osservatorio sulle graduatorie ad esaurimento": rispetto al 2007 oltre 50.000 docenti in meno ma 31.000 sono stati cancellati d’ufficio perché già di ruolo (operazione su cui si deve esprimere Tar del Lazio). Per il resto solo conferme: 15 anni di attesa por svuotare le liste, età media 38 anni, boom di donne, 65% di iscritti del Sud. E le solite eccezioni… L’esercito dei docenti precari è sempre lì. Paziente, quasi sempre in silenzio, pronto ad accettare supplenze, brevi o lunghe, anche lontano da casa, pur di vedersi assegnata una cattedra. E in futuro l’agognato ruolo. Il numero, anche se il Miur sostiene il contrario, è ormai lo stesso da diversi anni: ancorato tra i 240.000 e le 300.000 unità. Nel 2006 erano 241.000, l’anno dopo (quando le liste sono state trasformate da ‘permanenti’ ad ‘esaurimento’) sforarono, seppure di poco, quota 300.000. Ora sono, ce lo dice lo stesso ministero dell’Istruzione attraverso l'"Osservatorio sulle graduatorie ad esaurimento" con dati aggiornati alla fine del 2009, circa 247.000. Il decremento è però solo apparente: viale Trastevere, infatti, dà per scontata l’applicazione della Legge 167/2009, in base alla quale per il personale già assunto nei ruoli come docente non sarebbe più consentito più permanere (ad eccezione degli insegnanti di religione cattolica) nelle graduatorie dei supplenti. Un’operazione peraltro discutibile, se non altro alla luce della recente sentenza del Tar del Lazio che ha reso di fatto sospeso, fino al 30 settembre, il decreto direttoriale dell'11 marzo scorso che dava attuazione alla suddetta legge. Prof di ruolo a parte, il numeri degli aspiranti docenti, in attesa di assunzione definitiva, rimane comunque altissimo. Soprattutto per quelle che sono le prospettive: a prescindere dal numero di pensionamenti, dal Mef negli ultimi anni sono partiti dei lasciapassare per un numero di assunzioni sempre più basso. Dal piano triennale dell’ultimo Governo Prodi, che aveva programmato tre tornare da 50.000 immissioni in ruolo l’anno (realizzatosi solo per la prima tranche), si è passati a “concessioni” che non superano le 20.000 unità. Che in termini pratici significa attendere almeno 10-15 anni prima di vedere in ruolo tutti gli attuali docenti precari abilitati. La prospettiva però non è assoluta: in alcune province ed in determinate classi di concorso le graduatorie sono esaurite o poco ci manca. "In particolare - spiega nella prefazione al rapporto Maria Domenica Testa, direttore generale Miur - le stime prospettano, già nel breve periodo, difficoltà per la scuola italiana a trovare docenti per alcuni insegnamenti tecnico-scientifici". La scarsità di insegnanti interessa anche altri settori disciplinari, in particolare nelle zone del centro-nord. E non di poco conto è anche la proiezione in base alla quale "nell'arco di un triennio ben 27 province su 100 avranno esaurito le graduatorie della scuola primaria". Gli altri dati emersi dall’Osservatorio sono solo conferme "di alcune caratteristiche strutturali – continua Testa - che da tempo contraddistinguono le graduatorie: l'elevata età media degli iscritti (38 anni); l'alto grado di femminilizzazione della categoria (83% del totale); un interesse all'insegnamento proveniente principalmente dalle aree meridionali del Paese (il 65% degli aspiranti risulta nato nelle regioni del Sud)". A proposito di quest'ultimo punto, il Miur ha rilevato che un aspirante docente su tre (36,4%) iscritto nelle graduatorie della scuola primaria del Nord è in realtà residente al Sud. Una tendenza confermata, seppure in modo ridotto, nelle regioni del centro dove i `maestri' residenti al Sud presenti nelle liste di attesa riguardanti le scuole elementari sono il 28,6%. Situazione analoga per i supplenti nelle scuola dell'infanzia: nel settentrione i docenti residenti al Sud sono il 28,2%, mentre nelle regioni centrali raggiungono il 30,1%. Meno evidente, invece, la presenza di aspiranti docenti nella scuola secondaria (medie e superiori) residenti nel meridione Significativa ma più ridotta, invece, è la presenza di professori meridionali iscritti nelle graduatorie della secondaria di I e di II grado al Nord e al Centro, che varia tra il 14% e il 17%. Confermata anche la cronica scarsità di posti nel meridione e nelle isole: "la quota di abilitati di `antica presenza' raggiunge ancora oggi punte del 60%, confermando le più basse possibilità di assorbimento che la scuola può assicurare rispetto alle dimensioni del problema del precariato in queste aree". Emigrare fuori provincia rimane, insomma, una scelta obbligata. Almeno per chi vuole fare l’insegnante.
|
www.tecnicadellascuola.it
|
Stampa news ...  |
 |
Sezione: Scuola, data: 03/07/2010 |
|
La Flc-Cgil modenese e i Cobas di Padova
|
diffidano tutti
|
Parte dall'Emilia-Romagna la battaglia sugli organici sostenuta ora anche dall'atto sospensivo del Tar Lazio. Identica azione promossa in Veneto dai Cobas. Ma per adesso la sentenza non lascia intravedere nulla sulla questione di merito. La decisione del Tar del Lazio di sospendere fino al 19 luglio prossimo l’efficacia dei provvedimenti ministeriali relativi agli organici della scuola secondaria di secondo sta scatenando l’entusiasmo dell’opposizione che già parla di bocciatura della riforma e di ripristino delle cattedre tagliate. In realtà la questione potrebbe essere un po’ più complicata: la sospensione della circolare 37, infatti, non significa affatto che il Tar ne abbia già sancito l’illegittimità, né tanto meno che si tratti di un atto potenzialmente incostituzionale. In effetti il dispositivo del Tar è molto sintetico e si riduce a poche parole (“Considerato che, ai fini della esaustiva definizione della controversia, occorre acquisire documentata relazione dell’amministrazione intimata che, riferendo sui fatti di causa, controdeduca puntualmente sui motivi dedotti con il ricorso; ritenuta l’opportunità, nelle more della presente fase cautelare, di accordare la misura cautelare ad tempus fino alla c.c. del 19 luglio 2010, alla quale rinvia per il prosieguo…”). Intanto, però, la Flc-Cgil dell’Emilia-Romagna ha già chiesto al dirigente dell’Ufficio scolastico regionale di sospendere tutte le operazioni relative agli organici ed alla mobilità del personale, “in attesa della sentenza di merito dello stesso TAR del Lazio, in quanto tutti i provvedimenti sin qui adottati possono essere considerare nulli”. La Flc provinciale di Modena è andata oltre e sta diffidando non solo l’Usp di Modena ma anche gli stessi dirigenti scolastici “a procedere, per quanto di rispettiva competenza, senza aver osservato le procedure regolamentari vigenti”. La Flc modenese ha anzi annunciato di riservarsi di “impugnare gli atti amministrativi prodotti, in materia di organici e di individuazione dei soprannumerari, che dovessero risultare difformi da quanto regolamentato dalle norme vigenti e dai pronunciamenti degli organi giurisdizionali”. Identica azione è stata promossa dai Cobas del Veneto e dalla sede provinciale del sindacato di base nei confronti dell'Usp di Padova. Curiosamente, persino il modello delle lettere utilizzate a Padova e a Modena è del tutto identico e c'è già chi parla di una sorta di alleanza fra i sindacati di Pantaleo e Bernocchi. Al Ministero, nel frattempo, si sta facendo strada l’ipotesi che nel maxiemendamento alla manovra finanziaria che il Governo sta predisponendo venga inserita una norma che consenta di considerare del tutto legittime le circolari sugli organici con la motivazione che esse danno attuazione a quanto previsto dall’art. 64 della legge 133/08 e che pertanto la mancata pubblicazione dei Regolamenti nella Gazzetta Ufficiale sia del tutto ininfluente.
|
www.tecnicadellascuola.it
|
Stampa news ...  |
 |
Sezione: Varie, data: 03/07/2010 |
|
Mobilità professionale Ata
|
al via le attività formative
|
Ultimate le prove selettive, prende il via l’attività di formazione prevista dalle procedure per i passaggi dall’area contrattuale inferiore all’area immediatamente superiore del personale Ata di cui all’art. 1, comma 2, della sequenza contrattuale 25 luglio 2008. Con la nota prot.n. 6277 del 28 giugno 2010 il Miur ha fornito alcune precisazioni relativamente alle operazioni successive alle suddette prove, in particolare sulla valutazione dei titoli, sull’articolazione dell'intero percorso formativo e sul sistema dei crediti. Dal 1° luglio sarà messa a disposizione la piattaforma per l’erogazione della parte on-line della formazione prevista e, analogamente a quanto avvenuto per la prova selettiva, l’attività formativa si svolgerà presso la sede di servizio. Il personale in servizio fino al 30 giugno in provincia differente da quella di titolarità svolgerà l’attività formativa nella provincia ove è collocata la sede effettiva di servizio a partire dal 1° luglio. In questo caso gli interessati avranno cura di informare per tempo gli uffici organizzatori e quelli incaricati della gestione delle domande. Le attività di formazione, visti i tempi ristretti, potranno svolgersi anche in modo intensivo e le ore eccedenti dovranno essere recuperate secondo modalità da stabilirsi in sede di contrattazione di istituto. La partecipazione ai corsi si intende positiva con il proficuo svolgimento delle attività proposte nei momenti on-line, compresa la compilazione dei questionari di gradimento, e la frequenza di almeno i 2/3 delle ore in presenza e di laboratorio. L’esame finale, momento conclusivo del percorso formativo necessario al passaggio, consta di una componente orale ed una pratica. La parte orale consiste nella discussione sull’elaborato scritto predisposto dal corsista e verte sui contenuti trattati nel corso, mentre la parte pratica è svolta sui contenuti della formazione e sull’attività da svolgere nel profilo superiore. Il personale della scuola impegnato nelle Commissioni di esame è in servizio a tutti gli effetti ed i candidati che partecipano alle prove d’esame possono usufruire del permesso retribuito previsto dal CCNL Scuola. Relativamente, infine, alla valutazione dei titoli, il Miur ribadisce che tutto il personale che richiede la mobilità è ammesso con riserva a partecipare alle procedura prevista e che il mancato possesso dei requisiti di accesso determina l’esclusione dalla procedura stessa da disporsi con apposito decreto.
|
www.tecnicadellascuola.it
|
Stampa news ...  |
 |
Sezione: Contratti di lavoro, data: 03/07/2010 |
|
Personale scuola
|
tornano (forse) gli scatti di anzianità
|
Lo ha annunciato il ministro Giulio Tremonti nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali. Esulta la Cisl-Scuola. Mimmo Pantaleo (Flc-Cgil): "E' il risultato della mobilitazione". Il blocco degli scatti di anzianità per il personale della scuola potrebbe rientrare: il Governo ha già pronto un emendamento per cancellare la norma contenuta nel decreto legge 78 all’esame del Senato proprio in questi giorni. L’annuncio è stato dato nella giornata del 24 giugno dallo stesso ministro Tremonti nel corso di un incontro con Cisl-Scuola, Uil-Scuola, Snals e Gilda-Unams svoltosi tra l’altro in concomitanza con il primo tempo della partita Slovacchia-Italia (le note di agenzia riferiscono che sindacalisti e ministro abbiano discusso la questione proprio assistendo ad alcune fasi della partita). Subito dopo l’incontro i sindacati hanno commentato il fatto. Francesco Scrima, segretario nazionale di Cisl-Scuola non ha dubbi: “L’azione di un sindacato si giudica dai risultati che produce: l’impegno assunto dal Governo di modificare la manovra finanziaria in modo da rendere possibile il mantenimento delle progressioni di anzianità previste dal contratto scuola vigente dimostra che la Cisl, percorrendo in piena autonomia la via del confronto e del negoziato, ha fatto la scelta giusta e ha agito bene”. Moderata soddisfazione viene espressa anche dalla Gilda-Unams la cui direzione nazionale ha però votato propria nella stessa giornata una serie di iniziative da mettere in campo durante il prossimo anno scolastico. “Tra le azioni di protesta - rende noto il sindacato di Di Meglio - il boicottaggio di tutte le attività non obbligatorie, a partire dall’organizzazione delle gite e dei viaggi di istruzione”. Polemico, invece, il commento della Flc-Cgil: “Guarda caso, il giorno prima dello sciopero generale c’è chi vorrebbe attribuirsi risultati, tentando di recuperare il terreno perduto con incontri informali e segreti che nulla hanno a che fare con l’autonomia del sindacato” (il riferimento alla Cisl non è neppure troppo nascosto). “Se modifiche ci saranno per la scuola - aggiunge ancora il segretario nazionale Mimmo Pantaleo - rispetto alla vera e propria macelleria sociale ai danni dei lavoratori pubblici, esse saranno il frutto della mobilitazioni dei lavoratori”.
|
www.tecnicadellascuola.it
|
Stampa news ...  |
 |
Sezione: Precari, data: 03/07/2010 |
|
Proroghe contratti di supplenza
|
confermate le vecchie istruzioni
|
È confermata la validità delle precedenti istruzioni relativamente alla proroga dei contratti di supplenza per personale scolastico. Lo ha comunicato il Miur con la nota prot.n. 5986 del 17 giugno 2010. Con la nota prot.n. 5986 del 17 giugno 2010, il Miur rimanda alle precedenti note prot. n. 8556 del 10 giugno 2009, prot. n. 9038 del 17 giugno 2009 e prot. n. 14187 dell’11 luglio 2007, per le proroghe dei contratti per supplenze del personale docente impegnato in scrutini ed esami e del personale Ata già nominato per supplenze sino al termine delle attività didattiche. Per quanto riguarda il personale docente, solo nei casi di rientro del docente titolare dopo il 30 aprile, qualora l’assenza del titolare si sia prolungata per periodi non inferiori a 150 giorni, ridotti a 90 per le classi terminali, per ragioni di continuità didattica il supplente dovrà essere mantenuto in servizio per gli scrutini e le valutazioni finali. Il suo contratto, originariamente previsto fino al termine delle lezioni, dovrà essere pertanto prorogato fino al termine delle operazioni di scrutinio o di esami (diversi da quelli di maturità) del mese di giugno cui ha titolo a partecipare lo stesso supplente. Per il restante personale docente supplente temporaneo che si trovi in servizio al termine delle lezioni, dovrà essere disposto, invece, non il mantenimento in servizio sino al termine delle attività di valutazione, bensì uno specifico contratto che, per i giorni strettamente necessari, includa il periodo che va dal primo all'ultimo giorno di presenza del docente supplente interessato nelle predette attività di scrutinio e valutazione finale. Discorso a sé riguarda la proroga dei contratti per il personale docente con contratto a tempo determinato non annuale impegnato negli esami di maturità; in particolare: a. al personale con contratto di supplenza temporanea sino al termine delle attività didattiche (30 giugno) - sia se nominato in base alle graduatorie permanenti, sia se nominato in base alle graduatorie di istituto – compete la proroga del relativo contratto, ovvero di più contratti sino al termine delle attività didattiche di cui sia contemporaneamente destinatario, fino al giorno conclusivo della rispettiva sessione di esami; b. al personale con contratto di supplenza temporanea con servizio effettivamente svolto sino al termine delle lezioni, esclusivamente nel caso in cui sia nominato quale commissario interno nella medesima scuola, compete l’attribuzione di un nuovo contratto, per un numero di ore di insegnamento pari a quello del contratto precedente, con decorrenza dal giorno della seduta preliminare della commissione e termine nel giorno conclusivo della sessione d’esame. Relativamente ai contratti per il personale Ata, le supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche possono essere prorogate, per il periodo strettamente necessario, qualora non sia possibile consentire mediante l’impiego del personale a tempo indeterminato e di quello supplente annuale, le attività relative allo svolgimento degli esami di stato e, comunque, in tutti i casi in cui si presentino situazioni che possano pregiudicare l’effettivo svolgimento dei servizi di istituto. I dirigenti scolastici che intendano avvalersi della succitata possibilità di proroga dei contratti nei mesi di luglio ed agosto dovranno farne motivata richiesta al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, per il tramite dei relativi Uffici Provinciali, che, esaminate le motivazioni, potrà concedere l’autorizzazione (al massimo entro il 30 giugno). Analoga possibilità di proroga contrattuale è prevista per le supplenze temporanee del personale Ata, i cui oneri, in questo caso, fatta eccezione che per quelle derivanti da periodi di congedi obbligatori per maternità, gravano sul bilancio delle istituzioni scolastiche stesse.
|
www.tecnicadellascuola.it
|
Stampa news ...  |
 |
Sezione: Novità, data: 02/06/2010 |
|
Calendario scolastico 2010/2011
|
I due terzi delle regioni italiane hanno già deliberato il calendario scolastico per il prossimo anno. I primi a sedere sui banchi di scuola saranno gli alunni del Trentino, il 9 settembre
|
La maggior parte della scuole, invece, ha scelto di aprire agli studenti il 13 settembre e richiude i cancelli l’11 giugno 2011. All’interno le date delle regioni più dettagliatamente. A sedere sui banchi di scuola per primi, il 9 settembre 2010, saranno gli alunni del Trentino (Trento). Seguiranno, il 13 settembre, quelli delle regioni Alto Adige (Bolzano), Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Veneto. Tutte regioni del Nord Italia. Quindi sarà la volta degli scolari dell'Emilia-Romagna il 14 settembre, della Sardegna e della Toscana, il 15, delle Marche e della Basilicata il 16 e della Liguria, Puglia e dell'Abruzzo il 20 settembre. I cancelli delle scuole richiuderanno, invece, l'8 giugno nelle Marche e in Puglia, il 9 giugno 2011 in Veneto seguito dalla Sardegna il 10 giugno. Le altre regioni quali Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Toscana, Trentino, Emilia-Romagna, Abruzzo, Basilicata, Valle d’Aosta chiuderanno l’11 giugno. La Liguria il 15 e l’Alto Adige il 16. Quasi tutte unanimi per quanto riguarda l’intervallo delle festività natalizie che oscilla tra il 23 dicembre 2010 all’8 gennaio 2011, tranne qualche piccola variazione. L’arco di tempo interessato, invece, per le vacanze pasquali oscilla tra il 20 o 21 al 26 aprile 2011. Per le regioni dell’estremo Nord della nostra penisola sono previste altre vacanze come quelle invernali. Nei dettagli si vedono le scuole di Bolzano e della Valle d'Aosta chiudere dal 7 al 12 marzo 2011 e quelle del Friuli-Venezia Giulia dal 7 al 9 marzo. Alcune regioni, tra quelle che al momento hanno deliberato il nuovo calendario, hanno predisposto diversi giorni da dedicare al Carnevale. Si tratta della provincia autonoma di Trento e della regione Veneto che dal 7 al 9 marzo 2011 lasceranno a casa i ragazzi per le festività carnascialesche. Sul nostro sito, nella rubrica “Calendario scolastico”, a sinistra della home page, come ogni anno allestiremo uno speciale dettagliato comprendente anche le singole feste regionali.
|
www.tecnicadellascuola.it
|
Stampa news ...  |
|
 |
 |